Gestire l’ADHD

COS’E’ L’ADHD?

L’Attention Deficit Hyperactivity Disorder è un disturbo evolutivo dell’autocontrollo di origine neurobiologica che ostacola lo svolgimento delle comuni attività quotidiane. Il bambino non è perciò in grado di utilizzare i “comandi interiori” per eseguire le azioni che l’ambiente si aspetta da lui: stare attento alla maestra quando spiega, rimanere seduto durante i pasti o la lezione, svolgere compiti, rispettare il proprio turno e cosi via. A connotare il disturbo tre elementi: deficit di attenzione, iperattività e impulsività.

Un genitore spesso si chiede: “ma allora se c’è una base organica e se c’è una base genetica come mi ha detto lo psicologo, non ha senso imparare delle strategie per gestire il disturbo, tanto le cose non cambieranno!” ASSOLUTAMENTE NON E’ COSI! L’adhd NON è una malattia ma una PREDISPOSIZIONE A SVILUPPARE UNA SERIE DI DIFFICOLTA’: questo significa che a livello ambientale possiamo fare molto perchè quella predisposizione si sviluppi 100 o si sviluppi 20.

COME INTERVIENE LO PSICOLOGO?

Nel percorso di sostegno psicologico che intraprendo con le famiglie di un bambino con diagnosi di ADHD l’obiettivo principale è aiutare i genitori a prendere consapevolezza sia dello schema di pensiero col quale leggono la realtà del bambino sia del fatto che il loro figlio ha un disturbo psicologico. Spesso i pregiudizi dell’ambiente circostante contribuiscono a frustrare ancor più il genitore che finisce per sentirsi responsabile dei comportamenti inadeguati del figlio e in colpa per aver “tirato su” una piccola peste.

L’intervento (parent training) che propongo aiuterà i genitori a trovare delle strategie concrete ed efficaci per gestire il bambino sia nelle situazioni quotidiane che per tutto ciò che concerne la scuola (compiti a casa) come ad esempio la token economy (gratificazione a punti), la comunicazione assertiva e il metodo del time-out. Inoltre i genitori arriveranno a comprendere che ogni bambino agisce e si comporta in un contesto, per cui spesso più che AGIRE, REAGISCE  a ciò che in quel contesto avviene.

adhd

Il mio intervento prevede anche la comunicazione attiva con gli insegnanti del bambino qualora sia necessario suggerire strategie per gestire al meglio la situazione in classe, per favorire un miglior apprendimento e delle buone relazioni sociali.

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