IL TRAUMA DELLA PANDEMIA: COME GESTIRE L’ANSIA.

TRAUMA. Frattura. Questa è l’immagine che più di tutte rende l’idea di cosa significhi vedere la propria vita modificata brutalmente da un giorno all’altro. Gli eventi traumatici hanno quel grande potere di accadere in maniera totalmente imprevedibile e incontrollabile definendo una frattura temporale che divide il prima dal dopo. Un trauma non lo si può comprendere, lo si può solo accettare.

L’emergenza COVID ha creato inevitabilmente un trauma psichico, più o meno lieve a seconda della situazione soggettiva di ognuno. Possiamo parlare di trauma collettivo, dove tutti diventano vittime, dove ogni settore di vita subisce uno sconvolgimento, dove il futuro deve necessariamente essere ripensato.

Ci riscopriamo improvvisamente fragili, impotenti, increduli. E si riamane come in attesa, sospesi.

Cosa succede dopo un evento traumatico di questa entità?

Motore di tutto è la paura, emozione necessaria per la sopravvivenza umana ma che talvolta non riesce ad essere gestita poiché ciò che la scatena è qualcosa di indeterminato e incontrollabile, come ad esempio l’emergenza COVID.

Da qui si ha una risposta/reazione dell’individuo che mette in atto comportamenti disfunzionali per far contro a queste preoccupazioni intrusive che non permettono lo svolgimento sereno della propria quotidianità. È come se si vivesse in un continuo stato di tensione e allerta che aumenta il livello di STRESS e si ripercuote anche sul corpo dando origine a sintomi psicosomatici.

Racchiuderò questo stato di preoccupazione sotto il termine di ANSIA. Il circuito dell’ansia indirizza le energie, il funzionamento corporeo, il comportamento per dare il massimo, come quando di fronte a noi c’è un pericolo.

Un respiro più corto, un cuore che batte più velocemente, una pressione sanguigna che aumenta, i muscoli che si tendono, stanchezza fisica e mentale sono tra i SINTOMI più comuni. A ciò si aggiunge un possibile stato di insonnia, perdita di concentrazione, disturbi addominali, emicrania.

Come gestire l’ansia in questo delicato momento?

  • Il primo passo per ritrovare una condizione di equilibrio psicofisico è, indubbiamente, riconoscere i sintomi dell’ansia, accogliere questa situazione di disagio e accettare l’idea che servirà un lasso di tempo per superare il tutto. In altre parole, è necessario concedersi di stare male per il tempo necessario.
  • L’attività fisica diventa una pratica fondamentale per incanalare l’energia in qualcosa di funzionale e spostarla dai pensieri intrusivi.
  • Imparare a utilizzare la respirazione. Chiudi gli occhi, immagina di essere un palloncino. Quando inspiri, tutto il tuo corpo si gonfia (tieni una mano sulla pancia per sentire meglio l’effetto); quando espiri, tutto il corpo si sgonfia (come se si afflosciasse).
  • Utilizza il metodo della scrittura: quando hai un momento di attivazione dell’ansia, prendi un foglio e scrivi esattamente quali sono i tuoi sintomi fisici, quale emozione stai sentendo e, infine, quali pensieri ti stanno passando. Scrivere permette di guardarti con un occhio esterno e ridimensionare lo stato di tensione e allerta.

Se ritieni che il tuo stato di ansia stia minando e condizionando la tua quotidianità è il momento per chiedere aiuto; infatti, un atto di consapevolezza, spesso, aiuta a prevenire e ad evitare il cronicizzarsi di un disturbo che può diventare più importante nel futuro.

Per consigli o prendere un appuntamento con la Dott.ssa Manola Gotti scrivere una mail a manola.gotti@gmail.com oppure telefonare al numero 328-0303718.

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