ADOLESCENTI IN RETE: LA PREVENZIONE CHE INIZIA IN FAMIGLIA

La fase di transizione dall’infanzia all’adolescenza è una delle più complesse e affascinanti nell’arco della vita, un momento di cambiamento accelerato, sia fisico sia psichico, secondo solo, per velocità e profondità, a quello della prima infanzia; si tratta di un periodo dai confini indeterminati, la cui principale caratteristica è il succedersi rapido di cambiamenti radicali ed irreversibili in ogni campo: fisico, psicologico e sociale.

Un punto fondamentale nel percorso di formazione del sé dell’adolescente è la costruzione di relazioni sociali che sono anche indice del benessere psicologico, della capacità di negoziare e cooperare e sono un fattore protettivo dal rischio di disagio psicosociale. Investire in una relazione di fiducia con l’Altro dipende molto dal contesto entro cui ci si trova; infatti, nell’attuale modernità si vede un notevole aumento delle risorse e possibilità relazionali, ma anche un maggior grado di ambiguità e ambivalenza: la rete interpersonale si amplia, anche geograficamente, diventa sempre più diversificata, meno densa, più specializzata nei contenuti. Per l’adolescente però avere più libertà di scelta significa anche andare incontro a maggiori frustrazioni.

Oggi, la cultura avvolgente dei media e di internet contribuisce più che mai a creare e ricreare un mondo immaginario, una sorta di realtà virtuale; il confine tra realtà effettiva e realtà virtuale si fa sempre più labile, prevale sempre più l’immagine sulla cosa, la copia sull’originale. Il bombardamento di immagini è un genere di comunicazione veloce, diretta, immediata ma è un’informazione incompleta. In questo scenario trovano spazio facilmente contenuti e comportamenti potenzialmente dannosi per lo sviluppo dei più giovani.

L’USO DELLA RETE FIN DA BAMBINI

Molti bambini utilizzano internet già durante i primi anni della scuola elementare (6 – 7 anni). È importante sottolineare che è fondamentale l’accompagnamento all’utilizzo di internet da parte di un adulto (genitore, insegnante, educatore) in relazione all’età del bambino.

I bambini al di sotto dei 10 anni, in genere, non avendo ancora sviluppato le capacità di pensiero critico necessarie, non sono in grado di esplorare il web da soli.

Con la preadolescenza e l’adolescenza si intensifica l’uso di Internet: i giovani scaricano musica, utilizzano motori di ricerca per trovare informazioni, visitano siti, inviano e ricevono sms, la posta elettronica e i giochi online. La supervisione degli adulti è quindi fondamentale anche in questa fase, poiché una maggior conoscenza e consapevolezza legate alla crescita non mettono comunque al riparo dai rischi della Rete. Per vostro figlio la protezione non è data solo da “FILTRI” da applicare al computer: è fondamentale, invece, il dialogo costante e continuo e la vicinanza e la partecipazione alle problematiche dei vostri ragazzi.

UN ACCENNO ALL’ABUSO DI VIDEOGIOCHI

È ormai ufficiale l’inserimento della “dipendenza da videogiochi” nell’ICD 11 (classificazione delle malattie e problemi ad esse correlati) che porta inevitabilmente a riflettere circa l’abuso tecnologico degli adolescenti nonché alle conseguenze patologiche e alle sofferenze in più aree del sistema mentale.

I videogiochi odierni si caratterizzano per uno straordinario realismo e per un’offerta di esperienze immersive particolarmente intense. Strumenti di realtà virtuale e aumentata capaci di stimolare più sensi contemporaneamente per favorire un’identificazione completa con l’avatar o il personaggio protagonista. L’avatar rappresenta il Sé adolescenziale che si declina in un contesto virtuale dove è possibile sperimentare e allenare istanze evolutive e affrontare i conflitti propri di questa fase di crescita.

Inoltre, oggi, non è da trascurare il fenomeno degli Hikikomori, nato e diffusosi in Giappone, ma sviluppatosi anche in Italia. Un numero sempre crescente di adolescenti si ritira dalle scene sociali dedicandosi ad una frenetica attività virtuale, in particolare videoludica.

La virtualità consente di anestetizzare i vissuti di tristezza e solitudine, la Rete diventa una difesa, un riparo, un mediatore tra realtà e onnipotenza narcisistica.

Quali sono i sintomi che dovrebbero indurre la famiglia ad una preoccupazione nei confronti di un minore che fa uso di videogiochi?

  • Perdita di interesse per altre attività e per le relazioni sociali
  • Caduta nel rendimento scolastico
  • Difficoltà di concentrazione
  • Giocare di nascosto o difficoltà a mettere una fine al gioco
  • Reazioni aggressive
  • Mal di testa, rossore agli occhi, dolori muscolari
  • Insonnia
  • Fantasie riguardanti i videogiochi anche quando non si sta giocando

IL RUOLO FONDAMENTALE DELLA FAMIGLIA

Per prevenire varie forme di disagio occorre stabilire con i figli una relazione educativa precoce e costante, caratterizzata da una buona sintonia emotiva, tempo da dedicare a loro, autorevolezza e contenimento. Diventa fondamentale valorizzare il ruolo delle emozioni, la possibilità di esplicitarle nel contesto familiare e la capacità del genitore di accoglierle per migliorare la capacità empatica dei figli.

È necessario che in famiglia si possa fare una riflessione sulla gravità degli effetti dell’uso della rete e dell’abuso di videogiochi per poi arrivare ad una migliore comunicazione circa l’uso di internet e dei social network. Il controllo e la vigilanza sul comportamento online dei ragazzi deve essere un assunto di base.

I genitori devono imparare a pensare che la collaborazione con la scuola sia necessaria e che si debba fare con essa una stretta alleanza con l’obiettivo comune ovvero il bene dei ragazzi.

Tra le più necessarie azioni preventive segnalo:

  • Essere sempre a conoscenza di cosa fanno e/o guardano i figli su internet;
  • Favorire il dialogo senza invadere la privacy dell’adolescente
  • Porre dei limiti e stabilire insieme delle regole
  • Discutere con i figli circa le modalità di diffusione e possibile utilizzo da parte di terzi delle informazioni messe in rete
  • Dare supporto senza criticare
  • Promuovere una cultura del rispetto e della solidarietà verso il prossimo.
  • Diffondere la cultura della legalità

Cerchiamo dunque di accompagnare questi Nativi Digitali ad un uso consapevole della rete che significa imparare a esplorare con responsabilità e autotutela nel mare di informazioni e possibilità a volte più grandi di loro, significa dare una guida ai comportamenti che vengono messi in atto dietro l’illusoria protezione dello schermo del pc o cellulare.

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