Bambini disattenti e iperattivi: le strategie per l’ADHD

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I genitori di Luca arrivano in studio portando la loro esperienza di genitori esasperati, stanchi, desiderosi di consigli possibilmente da attuare nell’immediato. Entrambi riportano che Luca è un bambino allegro, sensibile, affettuoso ma…non gli riesce di stare fermo più di trenta secondi! Corre, urta i mobili, le persone, non ascolta i richiami e manca di rispetto ai coetanei e agli adulti, “ormai a scuola la situazione è diventata insostenibile, le insegnanti ci convocano sempre più spesso e non sanno più come tenerlo, lo descrivono come un bambino disinteressato alle lezioni, irrequieto e incapace di relazionarsi con i compagni”. Ormai Luca è diventato una sorta di “capro espiatorio”, chiunque sa che quando succede qualcosa c’è di mezzo lui.

Spesso con bambini di questo tipo si arriva ad una diagnosi di Attention Deficit Hyperactivity Disorder (ADHD) ovvero Disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività, un disturbo evolutivo dell’autocontrollo di origine neurobiologica che interferisce con il normale sviluppo psicologico del bambino e ostacola lo svolgimento delle comuni attività quotidiane.

Attenzione, è importante dire che l’ADHD non implica solo scarsa concentrazione ed eccessiva vivacità tipica di quasi tutti i bambini soprattutto piccoli; non si tratta di una normale fase di sviluppo e non dipende certo da un’impropria educazione o dalla “cattiveria” del bambino. I bambini che presentano questo disturbo sono ostacolati nel raggiungimento degli obiettivi personali, nell’affrontare la quotidianità, la scuola e nell’intraprendere relazioni.

Fondamentale per il genitore è cambiare modo di pensare. Innanzitutto è bene capire che molti dei comportamenti del bambino non sono in suo controllo ed è necessario iniziare a notare anche i suoi aspetti positivi; inoltre, i genitori devono iniziare a pensare che la situazione è affar di tutta la famiglia, si deve pensare che avere una parte di responsabilità in ciò che sta accadendo NON significa che è colpa mia ma che probabilmente non sapevo cosa era meglio fare e ora posso invece fare qualcosa per migliorare le cose.

I genitori devono imparare a pensare che i comportamenti problematici del bambino hanno due scopi principalmente:

  • Cercare di comunicare qualcosa
  • Cercare un’attivazione a seguito di un momento di noia

Cosa fare nella pratica?

  • Creare una giornata con una routine prevedibile
  • Notare i comportamenti positivi ed iniziare a rinforzare quelli. Il rinforzo nel bambino con ADHD è fondamentale visto che alla base c’è un problema con la propria autostima. Probabile che abbia addosso ormai l’etichetta del “bambino vivace, monello, ecc..”.
  • Dare al bambino un’alternativa comportamentale anziché dire cosa NON DEVE FARE. La negazione in generale viene codificata nel cervello umano sempre in seconda battuta (non dirò “smettila di picchiare il tuo amico” ma “proviamo a fare le carezze al tuo amico”).
  • Coinvolgere il bambino nella stesura di una serie di regole che devono essere concrete e non troppo vaghe o generali (non dirò “essere rispettosi” ma “tenere un tono di voce basso”).

AIUTO, I COMPITI A CASA!

I bambini con ADHD hanno una difficoltà particolare nell’organizzazione e gestione dei compiti a casa. Il problema non è direttamente connesso con le effettive capacità del bambino.

Ci sono alcune strategie fondamentali per migliorare il momento dei compiti che spesso diventa l’incubo dei genitori.

 Innanzitutto l’ambiente deve essere adeguato e deve sempre essere lo stesso in modo da avere sempre gli stessi punti di riferimento. Fondamentale è che il bambino abbia la possibilità di muoversi in quello spazio, questo è un buon compromesso tra lui e l’ambiente.

Secondariamente il bambino deve avere ben visibile il programma dei compiti della giornata, si potrebbe ad esempio realizzare un cartellone dove di volta in volta vengono segnati i compiti

Una strategia quasi magica per aiutare il bambino con ADHD a restare attento è MUOVERSI STANDO FERMO, ciò è fondamentale per scaricare l’iperattività e la tensione:

  • Sollevarsi con le mani dalla sedia
  • Premere i palmi uno contro l’altro per almeno 10 secondi
  • Con le mani sulla testa premere verso il basso e poi rilassare
  • Bere con bottigliette che hanno il tappo sportivo (richiede più energia)

Infine, è bene ricordare che il bambino che ha bisogno di amore ce lo chiederà sempre nei modi meno amorevoli e con questa consapevolezza dobbiamo sempre credere in lui.

 

 

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